ArsKey Magazine | Articolo


CECILIA PAREDES, GALLERIA MICHELA RIZZO, TREVISO
Data: 14.11.2008

vai alla pagina
Vai all'evento: Cecilia Paredes

Vai alla sede: Galleria Michela Rizzo

Gli artisti correlati: Cecilia Paredes


aracne_2007_fotografia_stampa_su_carta_fotografica_e_montaggio_su_alluminio_158_x_160_cm._400
Aracne, 2007, fotografia, stampa su carta fotografica e montaggio su alluminio, 158 x 160 cm  
“Mi copro e mi converto, mi trasformo, mi avvolgo e divento pesce, volpe, alga, ramo, polpo e anche ala. Insisto solamente nell’essere ancora una volta quella creatura che fui prima, quando vissi a Punta Negra”. Queste parole, da cui traspare un’aura di mistero e di sogno alla Jorge Luis Borges, appartengono a Cecilia Paredes, artista sudamericana nata in Perù – tuttora residente tra il Costa Rica e Philadelphia – in mostra sino al 24 novembre nel nuovo spazio della Galleria Michela Rizzo a Treviso. Sono state scritte a commento di un’opera del 2001, “The Flight”, ma credo possano essere una buona anticamera per entrare nel mondo di questa curiosa artista. Un mondo popolato di animali, pappagalli, pavoni, salamandre e di creature fantastiche ispirate dalla letteratura e dai sogni. Un lavoro fortemente femminile, dal netto impatto estetico ed emotivo, che cela dietro la sensualità delle pose sinuose e la piacevolezza dei colori vivaci una profonda fragilità. Dopo un primo sguardo cominciamo a percepire il senso di allarme per un ecosistema minacciato e nostalgia di quello che abbiamo già perduto.

salamander2006fotografi_400
Salamander, 2006, fotografia, stampa su carta fotografica e montaggio su alluminio, 140x140cm  

Le opere di Cecilia Paredes nascono inizialmente come complicate performances che si svolgono, a seconda delle esigenze dell’artista, in studio o nei floridi ambienti naturali della Costa Rica e da cui vengono tratte le stampe fotografiche. Il processo di completa fusione e mimesi dell’artista con un determinato animale o un particolare paesaggio (in cui anche la scelta dei trucchi o la produzione del costume sono parte di un rito), è di volta in volta condotto sul duplice binario della immedesimazione fisica – attraverso la pittura del corpo o l’avvolgimento dello stesso con particolari tessiture – e spirituale. “Questo processo è molto simile alla recitazione, si deve veramente entrare nel carattere. Una volta che la performance e la registrazione fotografica sono terminate, permane in me un senso molto particolare che mi accompagna tutto il giorno e poi durante il sonno. Rivedere questo insieme di lavori mi fa riflettere su una certa vulnerabilità. In una prospettiva di esistenza universale scelgo il punto di vista della natura e pertanto mi preoccupo. Rimarrò qui come l’uomo uccello (Birdman), vigilante ma anche in ammirazione della quiete dei boschi solitari in un giorno gelato”.


pappagalloresting2005f_400
Pappagallo Resting, 2005, fotografia, stampa su carta fotografica e montaggio su alluminio, 140x140cm  

Completano la mostra tre piccole installazioni, ben predisposte considerato il piccolo spazio a disposizione e che non mancano di attirare la curiosità dei passanti: “Tessitura Naturale”, 2008, un sottilissimo velo di conchiglie marine, tagliate e assemblate col filo; “I Figli di Tritone”, 2008, vestitini di corallo ed infine “Il Volo”, 2008, vestitini di vere piume di Pavone, Fagiano e Gallina di Guinea quasi iridescenti alla luce. In questo caso artificio umano ed artificio naturale si completano a vicenda. Sacro e profano, mito e realtà, carne e spirito in ugual misura sono chiamati a definire questo universo cui tutti noi apparteniamo.
 

In copertina: Juno, 2006, fotografia, stampa su carta fotografica e montaggio su alluminio, 125x125cm






© ArsValue srl - P.I. 01252700057