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Guy Tillim alla Galleria Extraspazio di Roma
Data: 29.05.2009

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Vai all'evento: Guy Tillim - Avenue Patrice Lumumba

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Tra i numerosi spazi espositivi emergenti della Capitale la Galleria Extraspazio di Via San Francesco di Sales è sicuramente uno dei più interessanti.
Fondata nel 2004 e diretta da Guido Schlinkert annovera artisti in crescita sul piano nazionale ed internazionale, come l’italiana Carola Bonfili e l’americana Natasha Bowdoin; frutto del diretto interesse di Schlinkert nei confronti del continente africano – non solo dal punto di vista culturale ma anche geopolitico - è invece la presenza di un folto gruppo di artisti, alcuni rappresentati in esclusiva dalla Galleria e tra i più influenti della propria generazione come Samuel Fosso (Camerun, 1962), Nicolas Hlobo (Cape Town, 1975), Youssef Nabil (Il Cairo, 1972), quest’ultimo in mostra sino a pochi giorni fa a Villa Medici, sempre a Roma.

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Guy Tillim, Grand Hotel, Beira, Mozambique, 2008, courtesy: galleria e x t r a s p a z i o, Roma

L’occasione per la visita della Galleria Extraspazio viene dalla personale di un altro importante artista africano, il fotografo Guy Tillim (Johannesburg, 1962) che con Avenue Patrice Lumumba ritorna per la seconda volta alla Extraspazio dopo Congo Democratic del 2007. L’artista sarà presente anche al prossimo Festival della Fotografia, al Palazzo delle Esposizioni, con una mostra interamente dedicata a Roma e curata da Marco Delogu.

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Guy Tillim, Administration office, Department of Tourism, Antsiranana, Madagascar, 2007, courtesy: galleria e x t r a s p a z i o, Roma

Come il titolo stesso lascia intuire, questa nuova serie di stampe fotografiche ci racconta di un cammino che Tillim ha percorso, tra il 2007 e il 2008, dal Congo al Madagascar passando per Angola e Mozambico, sulle tracce di Patrice Lumumba, leader del Movimento Nazionale Congolese di Liberazione, eletto democraticamente nel 1960 dopo l’indipendenza del Congo dal Belgio e assassinato, dopo appena un anno, in seguito a colpo di Stato militare e con la complicità degli stessi servizi segreti belgi. Solo di recente il governo belga ha ammesso una parte di responsabilità nelle vicende che portarono alla morte di Lumumba.

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  Guy Tillim, Library, sports club, Kolwezi, DR Congo, 2007, courtesy: galleria e x t r a s p a z i o, Roma

L’Africa mostrata da Guy Tillim in quest’occasione non è quella delle adunate politiche, delle masse in adorazione dei propri leader o degli scontri bellici ma è un’Africa degli spazi interstiziali e quotidiani che si offrono quasi timidamente allo sguardo dell’artista. Uno sguardo che non ha perso incisività (Tillim ha lavorato come fotoreporter di guerra per France Press), ma a cui la cura per la composizione formale e la ricerca di dettagli eleganti e stranianti conferiscono un forte carattere onirico: un vaso di orchidee viola all’interno di una biblioteca, una borsetta lasciata su un tavolo dell’ufficio del turismo a Antsiranana, a ricordarci di una silenziosa presenza umana. Nelle fotografie di Tillim anche il silenzio sembra avere una sua corporeità.

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Guy Tillim, Administration office, Department of Commerce, Antsiranana, Madagascar , 2007, courtesy: galleria e x t r a s p a z i o, Roma

Prevalgono gli edifici - ombre di loro stessi - interni di uffici amministrativi, androni di scale condominiali, vecchi monumenti coloniali e giardini sotto cieli plumbei anche se, come dice Tillim il soggetto non è importante quando ti avvicini a un luogo. Il luogo è solo il palcoscenico per esprimere un sentimento.  La particolare stampa fotografica a pigmenti d’inchiostro su cotone conferisce alle immagini una ricca matericità e riesce a rendere anche visivamente l’idea della patina e della polvere che il tempo deposita su questi luoghi e sulle persone che li hanno percorsi. Polvere sul sogno di Patrice Lumumba di un Congo moderno e indipendente in un’Africa crudele che crea e fagocita le sue stesse icone.

In copertina:
Guy Tillim, Grand Hotel, Beira, Mozambique, 2008, courtesy: galleria e x t r a s p a z i o, Roma    





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