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Simona Barbera, These Stones Will not Dance or Clap Hands at the Solstice - Federica Schiavo Gallery, Roma
Data: 18.12.2009

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Vai all'evento: SIMONA BARBERA - These Stones Will not Dance or Clap Hands at the Solstice

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La Galleria Federica Schiavo di Roma presenta, sino al 13 febbraio 2010, la prima personale in Italia di Simona Barbera, una buona occasione per approfondire la conoscenza di questa poliedrica artista, originaria di Genova ma da tempo residente in Norvegia, il cui curriculum intreccia da sempre in parallelo musica noise (che lei stessa compone, canta e rielabora in performances e dj-set) e arti visive.
Meglio conosciuta all’estero che in Italia, Simona Barbera alterna dagli ultimi anni esposizioni personali e collettive nel nord Europa a progetti discografici e partecipazioni a festival di musica elettronica in svariate sedi, senza dimenticare qualche passaggio in Italia; tra i più recenti, citiamo la partecipazione al Netmage 2008, a Bologna, con un progetto audio-video in collaborazione con Jade Boyd.
‘Queste pietre non danzeranno o batteranno le mani al solstizio – scrive il regista Derek Jarman nella poesia che dà il titolo alla mostra, ispirata al suo giardino di ciottoli nel Kent, in Inghilterra – arenate sulla ghiaia, esse serbano i propri ricordi, immobili come sentinelle. Levigate dal mare nel corso dei secoli, aspettano la grande marea che verrà una seconda volta riportandole alle profondità dove il mare salato sbloccherà il loro silenzio. Parleranno di strane creature, e del loro tempo qui..’.
Per Derek Jarman, prematuramente scomparso nel 1994 dopo una vita di emarginazione, oggi figura di culto in Inghilterra, cinema e pittura nascevano dalla stessa esigenza di libertà di fronte a uno spazio bianco da riempire.
Allo stesso modo Simona Barbera riempie lo spazio bianco della galleria col suo personale universo, in cui musica elettronica e arte si completano e compenetrano a vicenda e ugualmente concorrono a delineare un percorso, un cammino ipnotico fruibile su un duplice livello, visivo e sonoro. Scopriamo così un mondo popolato da strane creature, come quelle citate nella poesia di Jarman, rappresentate lungo le pareti da wall paintings ottenute tramite colatura di pittura nera e grigia cui fanno da contrappunto stampe fotografiche digitali e disegni su carta a carboncino (qui esposti per la prima volta), rappresentazioni suddivisibili in umane, animali, vegetali o astratte e rese volutamente ambigue e quasi irriconoscibili.
Ma naturalmente la vera protagonista rimane la musica, un’unica pista sonora a sua volta trasfigurata in sonorità elettroniche, dark, ambientali ma alla fine unificata dalla voce della stessa Barbera. Ne consegue per il visitatore di These Stones Will not Dance or Clap Hands at the Solstice un viaggio in bilico tra realtà e immaginazione, in un ambiente totalmente immersivo.

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Simona Barbera, Black Cat, 2009, stampa fotografica su carta cotone, 30x30 cm in collaborazione con Studio Grafico Liligutt, courtesy Federica Schiavosimonabarbera_landscape_grave_2009_stampafotografica_su_carta_cotone_535x35cm_in_collaborazione_con_studiograficoliligutt_feder_400
Simona Barbera, Landscape Grave, 2009, stampa fotografica su carta cotone, 53,5x35 cm in collaborazione con Studio Grafico Liligutt, courtesy Federica Schiavo



In copertina: Simona Barbera, Black Cat, 2009, stampa fotografica su carta cotone, 30x30 cm in collaborazione con Studio Grafico Liligutt, courtesy Federica Schiavo






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