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Joseph Beuys alla Galleria A.G Arte Contemporanea
Data: 24.05.2010

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Racconta Graziano Menolascina, direttore artistico della neonata Galleria A.G Arte Contemporanea, appena inaugurata nel cuore capitolino lo scorso aprile che, la sera dell’inaugurazione, la commozione tra i presenti e gli addetti ai lavori era tangibile.Commozione di ritrovare, finalmente, esposto in Italia, una pietra miliare della storia dell’arte contemporanea come Joseph Beuys (Krefeld, 1921 - Dusseldorf, 1986), di cui si comprende quanto la semplice definizione di “artista” sia incapace di racchiudere tutto quello che la sua vita, il suo lavoro, il suo impegno civile hanno rappresentato.

Grande rivendicatore della natura sulla cultura dell’uomo - come lo ha brillantemente definito Renato Barilli - Joseph Beuys fu, non a caso, profondamente legato al Sud Italia, ai suoi territori e particolarmente sensibile, nel suo ruolo di attivista-sciamano, alle difficili condizioni di vita delle genti del Mezzogiorno nelle aree rurali.
Frutto dell’amicizia che lo legò al gallerista napoletano Lucio Amelio (Napoli, 1931-1994), sono i lavori principali che la A.G Arte Contemporanea presenta sino al 15 maggio, il “Vestito Terremoto”, utilizzato nella performance “Terremoto in Palazzo” (tenutasi proprio a Napoli il 17 aprile del 1981, a distanza di tre mesi dal violento terremoto che devastò l’Irpinia e Napoli) e il video “Diagramma terremoto” che in parte la documenta ma presenta anche un’intervista all’artista tedesco.

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Un vestito, quello di Lucio Amelio, tagliato da Beuys nel corso della performance a rappresentare (e forse esorcizzare?) la violenza della distruzione operata dal sisma ed infine affiancato al tracciato dell’elettrocardiogramma dello stesso Amelio: si giocava visivamente sull’equivalenza dei due tracciati, quello del cuore e quello del sisma (evocando la sua energia distruttrice), ma al contempo si poneva l’accento sull’occasione di rinascita che da quel drammatico evento si originava, di una ritrovata comunione con la natura. Un grande profeta, Joseph Beuys, purtroppo inascoltato, possiamo dire oggi.

Concludono l’esposizione il manifesto autografato “Difesa della Natura”, il manifesto della mostra Grassello, tenuta presso la Yvon Lambert di Parigi nel 1981, un ritratto dell’artista.
La programmazione della galleria proseguirà nei prossimi mesi sul solco dell’Arte Povera e dell’Arte Concettuale con Pino Pascali e Nam June Paik.







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