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Milano e Roma nel segno dei Campana
Data: 26.10.2010

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Milano chiama Roma nel segno dei fratelli Campana. A distanza di due giorni dall’apertura della mostra itinerante Anticorpi. Antibodies a La Triennale, prodotta dal Vitra Design Museum di Weil am Rheim in Germania, la Capitale risponde con Fernando and Humberto Campana. Estúdio Campana presso la Galleria O, in via dell’Arancio. Diverse per impostazione e finalità, entrambe le mostre rendono omaggio all’inesauribile felicità creativa e progettuale di Fernando e Humberto, la cui produzione – dagli esordi nel 1989 ad oggi - resta tuttora un’unicum nel panorama del design internazionale per la capacità di coniugare manualità e sofisticazione, sostenibiltà ambientale e sperimentazione industriale.
A Milano spazio dunque al racconto delle tappe più significative della loro carriera, con il supporto di fotografie, filmati e prototipi di atelier, alcuni esposti per la prima volta in Italia; non mancano i ‘classici’ come la poltrona Favela, prodotta per l’italiana Edra nel 1991, la poltrona Vermelha, realizzata nel 1993, il tavolino Inflavel prodotto dal MoMA di New York nel 1994.

1._multido_chair_400
Multidão Chair, cm 100x100x78h, Estùdio Campana, Brazil, 2002

2._black_iron_chair_400
Black Iron Chair, cm 55x75x65h, Estùdio Campana, Brazil, 2008


E ancora la Diamantina, 2008, una seduta nata dall’intreccio dell’Apuì, pianta della foresta pluviale brasiliana. Siano ferro, corda, vimini o della semplice carta reciclata, grazie all’abile intreccio di Fernando e Humberto Campana questi materiali – poveri ed ecologici – ritrovano forma e significato dando vita ad oggetti in grado di trascendere le radici brasiliane, popolari (pur rimanendo ad esse profondamente legati) per assumere una valenza universale. È questo il caso di un’opera esposta a Roma, la Multidão Chair, 2002, pezzo prodotto dallo Studio Campana in edizione limitata: un intreccio ironico e gioioso di bamboline multirazziali di pezza, cucite a mano dalla popolazione della cittadina di Esperança e poi applicate in laboratorio su una struttura in acciaio. Un omaggio alla ricchezza del Brasile ma anche un invito alla contaminazione, alla scoperta del diverso.
C’è anche un po’ d’Italia nel successo dei fratelli Campana. Cresciuti  a Brotas (Sao Paulo) guardando i film di Visconti e Pasolini, studiando Bruno Munari e Gaetano Pesce, oggi si dicono grati al design italiano per aver creduto per primo alle potenzialità creative del Brasile. Senza vergogna.

In copertina: Buriti Vase, cm 10,5 Øx39h, Estùdio Campana, Brazil, 2003





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